Category: Servizi

Studio DG Consulting e AIACE

AIACE

Lo Studio DG Consulting, nell’ottica di offrire sempre più servizi ai propri clienti, ha iniziato una collaborazione con l’associazione AIACE (Associazione Italiana Assistenza Consumatore Evoluto) diventando così la sede di riferimento su ROMA.

AIACE persegue obiettivi di solidarietà sociale quali attività di sostegno, formazione, informazione e tutela di tutti i cittadini nella loro qualità di consumatori, risparmiatori e utenti con particolare riguardo a quelli svantaggiati sul piano economico e sociale.

AIACE ha come scopo esclusivo la tutela dei diritti fondamentali dei consumatori, risparmiatori ed utenti in genere quali, a titolo esemplificativo e non esaustivo:
a)   Difesa dei legittimi interessi economici e patrimoniali;
b)   Assistenza e difesa contro le minacce informatiche;
c)   Tutela del risparmio;
d)   Contrasto all’usura nell’ambito della legislazione vigente;
e)   Tutela della salute;
f)    Legalità del mercato;
g)   Sicurezza e qualità dei prodotti e dei servizi;
h)   Diritto ad una informazione corretta e adeguata;
i)    Diritto  alla  correttezza,  trasparenza  ed  equità  nella  costituzione  e  nello  svolgimento  dei  rapporti contrattuali concernenti beni e servizi;
j)    Lealtà e chiarezza della pubblicità;
k)   Erogazione di servizi di interesse pubblico secondo standard di qualità e di efficienza riconosciuti, con particolare riguardo al  servizio sanitario, al  servizio postale, alla  funzione pubblica di  vigilanza e controllo del credito, delle assicurazioni, del mercato mobiliare, del servizio farmaceutico, dei trasporti, delle telecomunicazione e servizi, nonché in materia urbanistica ed edilizia;
l)    Tutto quanto altro possa ascriversi all’impostazione teorica e pratica del cosiddetto “consumerismo”.

Se avrete bisogno di tutela, potete associarvi ad AIACE tramite il nostro Studio.

Maggiori informazioni su AIACE potranno essere consultate sul sito ufficiale (link al sito).

Ricorsi contro la revisione della rendita catastale

I Comuni possono richiedere all’Agenzia delle Entrate la revisione parziale del classamento delle unità immobiliari urbane di proprietà privata, ubicate nelle microzone comunali caratterizzate da un anomalo scostamento fra il valore medio di mercato e il valore medio catastale degli immobili. Nello specifico, l’intervento è possibile nelle microzone “per le quali il rapporto tra il valore medio di mercato…e il corrispondente valore medio catastale si discosta significativamente dall’analogo rapporto relativo all’insieme delle microzone comunali” (articolo 1, comma 335, della legge 30 dicembre 2004, n. 311).

Cosa sono le microzone
La microzona rappresenta una porzione del territorio comunale (in molti casi, coincidente con l’intero Comune) che presenta omogeneità nei caratteri di posizione, urbanistici, storico-ambientali, socioeconomici, nonché nella dotazione dei servizi e infrastrutture urbane. In ciascuna microzona le unità immobiliari sono uniformi per caratteristiche tipologiche, epoca di costruzione e destinazione prevalenti (articolo 2 del Dpr 138/1998).

Cosa vuol dire revisione del classamento
La revisione del classamento (cioè della categoria e della classe) comporta la variazione delle rendite catastali delle unità immobiliari. Va ricordato che la categoria catastale viene attribuita in base alla destinazione d’uso e alle caratteristiche costruttive dell’immobile; la classe viene determinata, in primo luogo, in base al contesto urbano di ubicazione e, in secondo luogo, con riferimento alle altre caratteristiche proprie dell’unità immobiliare non considerate per l’attribuzione della categoria.

Come funziona il processo di revisione
La revisione parziale del classamento delle unità immobiliari urbane di proprietà privata, situate all’interno delle microzone comunali “anomale”, può essere richiesta dal Comune.L’Agenzia, accertata la sussistenza dei presupposti, avvia con provvedimento del Direttore l’attività di riclassamento e di revisione delle rendite catastali. In seguito alle verifiche tecniche effettuate dagli uffici dell’Agenzia, gli intestatari delle unità immobiliari urbane interessate ricevono un avviso di accertamento, con la rideterminazione del classamento e l’attribuzione di una nuova rendita catastale.

(fonte: Agenzia delle Entrate)

Servizi dello Studio DG Consulting
La dott.ssa Flavia DENNETTA ha sviluppato una notevole esperienza nel settore approfondendo molteplici e svariati argomenti in merito e conducendo con successo i ricorsi presso la Commissione Tributaria Provinciale e Regionale contro l’aumento del classamento e della relativa rendita catastale. Prenotate un appuntamento prima che scadono i termini!!!!

OBBLIGO POS PER PROFESSIONISTI E IMPRESE

Dal prossimo 30 giugno 2014 i professionisti e le imprese saranno tenuti ad accettare i pagamenti anche mediante carte di debito (bancomat) se di importo superiore ad Euro 30, pertanto, a decorrere dalla citata data:

– i commercianti;

– i prestatori di servizi;

– gli studi professionali;

dovranno dotarsi di un POS per consentire ai clienti di pagare il bene acquistato/servizio ricevuto tramite bancomat. E’ importante chiarire che non vi è l’obbligo di ricevere il pagamento della prestazione mediante bancomat, ma soltanto di avere a disposizione il POS nel caso in cui il cliente decida di utilizzare tale canale.

A oggi non è stata prevista dalla norma una specifica sanzione in capo ai soggetti che omettono di dotarsi del POS. Ne consegue che non risulta chiaro quali siano le conseguenze per professionista che,  ometta di munirsi del POS.

E’ opportuno ricordare che il c.d. Decreto Crescita 2.0 (D.L. n. 179/2012) aveva stabilito che “A decorrere dal 1° gennaio 2014, i soggetti che effettuano l’attività di vendita di prodotti e di prestazione di servizi, anche professionali, sono tenuti ad accettare anche pagamenti effettuati attraverso carte di debito. Sono in ogni caso fatte salve le disposizioni del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231”.

Successivamente il DM 24 gennaio 2014 (Definizioni e ambito di applicazione dei pagamenti mediante carte di debito) ha stabilito che l’obbligo di utilizzo delle carte di debito si applica a tutti i pagamenti di importo superiore a 30 euro:

  • disposti a favore dei soggetti, rientranti nella definizione di “esercente”;
  • per l’acquisto di prodotti o la prestazione di servizi.

Inoltre, in sede di prima applicazione (1° gennaio 2014) e fino al 30/06/2014 tale obbligo doveva riguardare unicamente le attività commerciali o professionali con un fatturato, riferito all’anno precedente, superiore a 200.000,00 euro.

Il DM in esame rimandava ad ulteriore specifico decreto (da emanare entro il 26/06/2014 – entro 90 giorni dall’entrata in vigore del citato DM):

  • l’ individuazione di nuove soglie e nuovi limiti di fatturato;
  • l’estensione degli obblighi a ulteriori strumenti di pagamento elettronici “anche con tecnologie mobili”.

Tutto ciò considerato a seguito della conversione in Legge n. 15/2014 del c.d. Decreto Milleproroghe (D.L. n.150/2013) è stato stabilito il differimento dell’obbligo di utilizzo del POS al 30 giugno 2014.  Il differimento al 30/06/2014 è motivato con l’intento “di consentire alla platea degli interessati di adeguarsi all’obbligo di dotarsi di strumenti per i pagamenti mediante carta di debito (POS)”.

Conseguentemente la disposizione transitoria (in sede di “prima applicazione e fino al 30/06/2014”) fissata dal DM del 24 gennaio 2014 è, di fatto, non più operativa. Pertanto dal 30/06 l’obbligo di attivazione del POS opera a prescindere dal fatturato realizzato (salvo l’adozione di nuove regole entro il prossimo 26 giugno 2014).

 

E’ bene ricordare che gli istituti di credito chiederanno commissioni per ciascun pagamento effettuato elettronicamente e che il POS comporta una spesa non irrilevante, per l’acquisto, l’installazione, e per il canone da pagare mensilmente. E’ pur vero che ad oggi è possibile attivare il pos sul proprio smartphone o tablet riducendo così i costi di installazione e il canone mensile.